L’EUTROPIA DI CHIARA CIVELLO, L’ESTROPIA DI NICOLA CONTE

  • Rioma
  • 08/07/2014

Civello Conte di ROMINA CIUFFASarà il destino. Chiara Civello e Nicola Conte si esibiscono ad “Eutropia”, il Festival romano di musica, l’unico davvero riuscito in un’estate capitolina che non dà altre chance, in cui la programmazione è scarsa e in cui i patron hanno fatto compromessi troppo politici per aver buon gusto mentre gli organizzatori hanno puntato unicamente al soldo dei Mondiali, prima, a …? (omissis) dopo (vedremo, ne scriveremo). Fatto sta che non c’è il solito Brasile magico a cui siamo stati abituati e si avverte speculazione senza contenuti. Eutropia, si diceva, e non è un caso che Chiara Civello la scelga.

Eutropia era una di quelle città di calviniana memoria: Eutropia, città che nonostante il continuo mutamento rimane identica a se stessa, compiendo il destino tenuto nel nome, “buon cambiamento”. E Chiara è questo: eutropia, buon cambiamento. Non solo: “Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”, scriveva Marco Polo, citato da Italo Calvino. Un’eterna viaggatrice lei, che in pausa non starà mai, che pace non troverà se non nel cambiamento e nelle risposte che la gente dà.

Questa risposta oggi è grande, è un sì. Un sì a questo immenso, coraggioso, ultimo lavoro, 17 canzoni. Non sono canzoni qualunque quelle che Chiara Civello ci consegna questa volta. Sono le canzoni. Alcune ci hanno cresciuto, altre ci hanno raggiunto. Via con me di Paolo Conte, Io che non vivo senza te di Pino Donaggio, Con una rosa di Vinicio Capossela fino ad arrivare a Vasco Rossi, Negramaro, Sergio Endrigo, Ennio Morricone, Fred Buscaglione, Subsonica, Jimmy Fontana, Gino Paoli e via dicendo. L’album dei suoi sogni finalmente è giunto, ed è nel suo post-Rio, momento in cui, dopo aver scalato le vette brasiliane, torna fra i colli romani per scelta umanime: dico umanime e mi riferisco alle due facce di Chiara, una Gemelli che oscilla fra le molteplici grandi personalità che l’hanno mossa nel mondo con forza e debolezza, pazienza e impazienza, solitudine e molteplicità, l’andata e il ritorno. Unanimamente i due gemelli la riportano a casa, per questo tempo, e Roma la ringrazia ora che la vede più trasteverina che mai.

IMG_8930Ed oggi è anche più pugliese: da quando ha scelto il barese Nicola Conte per questo disco che era in preparazione da tempo, “colui che lo ha reso possibile” dichiara sul palco di Eutropia nella Città dell’Altra Economia di Roma, primo concerto casalingo che la vede presentare, insieme a lui, il neonato, il 6 luglio. L’estropia di Conte dunque, riorganizzare un ordine, fenomeno delle strutture organizzate e vittoria temporanea sull’entropia. Lo indica, lei vestita di blu argenteo, lui fermo sulla sua chitarra, saldo, piedi a terra e grandi spalle. Non stiamo parlando di uno qualunque, bensì di un musicista che, nel corso della propria vita, ha saputo gestire sonorità differenti incrociando mondi quali Italia e Brasile, elettronica e bossanova, classici italiani e jazz con sapienza e sensibilità. Dopo i primi esperimenti personali – in Jet Sounds fuse gli elementi propri del jazz con la club culture – fu lui a scoprire Rosália de Souza, quando produsse Garota Moderna (che avrebbe avuto un seguito in un album di remix via DJ in Garota Diferente), è autore di un centinaio di remix pubblicati, ha collaborato con jazzisti come Rosalio Giuliani, Nicola Stilo, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, Daniele Scannapieco, Till Brönner, Cristina Zavalloni ed altri. Oggi è sul palco di Chiara Civello e non stupisce: chi meglio di lei sa capire certo eclettismo? Chi meglio della Civello sa fondere gli stili, sa mettersi continuamente in discussione ad onta della scelta di dare un’immagine più salda e definita, rischiando con coraggio in ogni nuovo lavoro che la diversità non mieta fans?

IMG_8948La coppia è formata, e un  bianco e nero d’epoca presenta questo primo concerto in casa di lei, la sua Roma che, come una madre, la accoglie puntuale, per tornare indietro nel tempo con le canzoni che la jazzista fa proprie e reinterpreta con voce civelliana, calda, impeccabile. Il Mondo, che lei canta già da anni, è nelle sue mani e da lì la guarda, non si è fermato mai un momento, la notte insegue sempre il giorno. Lo stesso brano su cui, al Blue Note di Milano (nostro servizio con video e gallery qui: http://www.riomabrasil.com/e-intorno-a-chiara-civello-girava-il-mondo-lintervista/), si commuoveva il 21 dicembre, oggi è parte di un progetto completo, dopo cento viaggi tra Rio, Roma, Bari e quant’altro, il mondo le appartiene ancora di più. E così Io che amo solo te, cavallo di battaglia dei suoi concerti, con il quale ha portato il classico italiano anche in IMG_8957Brasile, oggi è un po’ anche di Chico Buarque, che nel disco la canta con lei (amico del compositore Sergio Endrigo), mentre Gilberto Gil, durante l’incisione di Io che non vivo più di un’ora senza te si commuoveva. Nell’album anche Ana Carolina, con la quale la Civello ha calcato moltissimi palchi brasiliani e anche qualcuno italiano, canta con lei E penso a te, che in questo concerto Chiara interrompe per ascoltare meglio IMG_8980il pubblico intonare quella che è tra le più grandi canzoni di tutti i tempi italiani. Tutti e tre i brasiliani cantano in italiano del disco. Eccezione la fa l’americana Esperanza Spalding ne I mulini dei ricordi di Michel Legrand, un duetto nelle due lingue – italiano e inglese -.

Il pubblico di Eutropia è il pubblico di Chiara Civello, sono tutti coloro che amano i suoi continui cambiamenti, il suo stupire, le sue attenzioni nei loro confronti sul palco, sono – tra gli altri – Diana Tejera (nella foto), che con lei ha scritto Stesa sul sofà e Al posto del mondo, Patrizia Cavalli (con Chiara Civello nella foto), tra le più grandi poetesse italiane viventi, Nicola Stilo, eclettico flautista del jazz italiano oggi sempre più vicino al Brasile soprattutto di Chico Buarque, e tutto il fan club Stesa sul Sofà (sopra Chiara con il cappello che il fan club le ha regalato), che la segue ovunque. E quell’infinita folla che la adora come si adora una diva di altri tempi e che le dà il coraggio dell’eutropia ogni volta. Il movimento del pendolo di un Gemelli non è mai facile da sostenere per il Gemelli stesso, e l’eutropia è l’unico obiettivo in grado di dare un senso ad un mondo che, comunque, gira lo stesso.

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